117) Chomsky. Il linguaggio  generato dalla grammatica.
Dopo aver affermato che la funzione della memoria non  cos
determinante come si crede, Chomsky mette in evidenza l'importanza
fondamentale della competenza linguistica, che si acquisisce
dalla nascita. Essa consiste in un insieme di regole che possiamo
chiamare la grande matematica del linguaggio.
Comprendere frasi mai prima udite  possibile perch la grammatica
possiede una componente sintattica, una morfologica e anche una
semantica.
N. Chomsky, Current Issues in Linguistic Theory [Ultime proposte
nel campo delle teorie linguistiche].

 Sulla base di un'esperienza limitata ai dati del discorso, ogni
uomo normale ha sviluppato per se stesso una perfetta competenza
nel suo linguaggio nativo. Questa competenza pu essere
rappresentata, in misura fino ad ora indeterminata, come un
sistema di regole che possiamo chiamare la grammatica del suo
linguaggio. Ad ogni espressione foneticamente possibile, la
grammatica assegna una certa descrizione strutturale che specifica
gli elementi linguistici di cui  costituita e le loro relazioni
strutturali (oppure, in caso di ambiguit, pi descrizioni
strutturali simili). Per alcune espressioni, la descrizione
strutturale indicher, in particolare, che sono frasi
perfettamente costruite. Questa descrizione possiamo chiamarla il
linguaggio generato dalla grammatica. Ad altre, la grammatica
assegner descrizioni strutturali che indichino la maniera della
loro deviazione dalla costruzione perfetta. Dove la deviazione 
sufficientemente limitata, spesso pu essere imposta
un'interpretazione in virt di relazioni formali con frasi del
linguaggio generato. La grammatica, allora,  un mezzo che (in
particolare) specifica l'infinita disposizione di frasi ben
costruite e assegna a ciascuna di queste una o pi descrizioni
strutturali. Forse dovremmo chiamare un tale mezzo grammatica
generativa per distinguerla da esposizioni descrittive che
presentano soltanto l'inventario degli elementi che appaiono nelle
descrizioni strutturali, e le loro varianti contestuali. [...] La
grammatica generativa di un linguaggio dovrebbe, idealmente,
contenere una componente sintattica centrale e due componenti
interpretative, una componente fonologica e una componente
semantica. La componente sintattica genera sequenze di minimi
elementi funzionanti sintatticamente (seguendo Bolinger li
chiameremo elementi formativi) e specifica le categorie, le
funzioni e le interrelazioni strutturali degli elementi formativi
e dei sistemi di elementi formativi. La componente fonologica
converte in una rappresentazione fonetica una sequenza di elementi
formativi di una specifica struttura sintattica. La componente
semantica, corrispondentemente, assegna un'interpretazione
semantica ad una struttura astratta generata dalla componente
sintattica. Cos ciascuna delle due componenti interpretative
conduce una struttura generata sintatticamente ad
un'interpretazione concreta, nel primo caso fonetica, nel
secondo semantica [...]. La grammatica nella sua totalit pu cos
essere considerata, in conclusione, come un mezzo per accoppiare
segnali rappresentati foneticamente con interpretazioni
semantiche, attraverso la mediazione di un sistema di strutture
astratte generate dalla componente sintattica. Cos la componente
sintattica deve procurare ad ogni frase (di fatto, a ogni
interpretazione di ogni frase) una struttura profonda
interpretabile semanticamente e una struttura superficiale
interpretabile foneticamente, e, nel caso che queste siano
distinte, l'affermazione della relazione tra queste due strutture.
P. Brondi, Ferdinand de Saussure e il problema del linguaggio nel
pensiero contemporaneo,
G. D'Anna, Messina-Firenze, 1979, pagine 404-405.
